Ciò che ci distacca da Dio "Il gioco d'azzardo corrompe le nostre inclinazioni

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Ciò che ci distacca da Dio "Il gioco d'azzardo corrompe le nostre inclinazioni

Messaggio  angelo picone il Dom 23 Ago 2009 - 17:48

Ciò che ci distacca da Dio "Il gioco d'azzardo corrompe le nostre inclinazioni, e ci insegna l'abitudine dell'ostilità contro i nostri simili." (Thomas Jefferson) Con il termine "gioco d'azzardo" ci riferiamo a qualunque gioco o scommessa in cui ogni giocatore accetta di rischiare di perdere qualche bene materiale, pur di tentare la possibilità di vincere i beni degli altri partecipanti; non vi è compensazione per chi perde, e i vincitori e i perdenti sono determinati dall'esito del gioco.

Alcuni esempio di giochi d'azzardo sono:

puntate al casinò, slot machine, roulette, dadi, carte, numeri, ecc. giocati per soldi;
corse di cavalli, o cani, ecc.
lotterie, gratta e vinci, enalotto, e simili;
bingo, tombola, e simili, anche quando sono sponsorizzate da associazioni di beneficenza o addirittura da chiese; se chi le organizza afferma che sono "per una buona causa", allora si facciano donazioni invece di incoraggiare il gioco d'azzardo!
poker, anche se giocato tra "amatori", video poker, giochi d'azzardo elettronici (si punta e, se si vince, si ottiene una consumazione o dei soldi).
È vero che in alcuni giochi si investono pochi soldi, ma se vogliamo essere coerenti, dobbiamo chiederci: in base a quale criterio possiamo tracciare una linea e dire, "fino a questa cifra non è azzardo, ma da qui in poi è una cosa immorale"?


Quali problemi causa il gioco d'azzardo?

Il gioco d'azzardo è come un cancro, che corrompe tutto ciò che tocca. Molti hanno distrutto le loro vite, iniziando per divertimento e finendo ossessionati da quel "gioco" che è ben presto diventato una vera e propria MALATTIA.
L'alcolismo è un male che cammina di pari passo con il gioco d'azzardo. Non per niente ai casinò si servono alcolici gratis. Anche la prostituzione e le droghe sono legate al mondo delle carte da gioco, delle ruote e dei dadi. Ad esempio, lo Stato del Nevada, dove il gioco d'azzardo è stato legalizzato, è la zona con il maggior tasso di suicidi degli interi Stati Uniti. Il tasso di criminalità è molto alto, al punto che un ufficiale di polizia ha dichiarato pubblicamente: "Reno e Las Vegas collezionano tutta la spazzatura umana degli altri Stati".

Povertà, divorzio, alcolismo, tossicodipendenza, prostituzione, furti, criminalità, suicidi, e omicidi, sono alcuni dei mali che il gioco d'azzardo promuove. I Governi che lo hanno legalizzato ne ricavano dei proventi mediante le tasse, ma ciò è di ben poca utilità se confrontato alle spese necessarie per combattere il crimine che dilaga e si aggrava a causa dei giochi d'azzardo.
A Reno, dove lavoriamo per rimettere insieme famiglie distrutte dal gioco e far loro conoscere Cristo, osserviamo che il principale fattore di rovina delle case è il gioco d'azzardo. È un gioco che rovina il carattere delle persone.


Perché la gente gioca?

Molte persone dicono che giocano solo per divertimento. Questo può essere vero. La gente beve, balla, fuma, bestemmia, vive vite nell'immoralità più sfrenata, per puro divertimento. La Bibbia dice che nel peccato c'è piacere "per un tempo". Ma è un tempo molto breve, e l'inferno che segue lo rende un ben misero affare.

Ma, davvero, mi chiedo a volte se la gente giochi solo per divertimento. Hanno sguardi tremendamente seri mentre scommettono i loro soldi ai tavoli da gioco! E quando perdono si adirano e bestemmiano come degli ossessi.

Mi chiedo se le persone giocherebbero alle slot machines se sapessero di non poter MAI vincere. Se lungo una parete vi fosse una fila di slot machine con sopra la scritta: "Queste macchine sono per quelli che giocano solo per passare il tempo, per rilassarsi e divertirsi. Non si vince niente!" - pensate che qualcuno ci giocherebbe mai?

Credo piuttosto che la gente giochi perche è AVIDA di denaro, e vuole cercare di ottenere molto per poco. Sono bramosi. Giocare d'azzardo in realtà significa volere qualcosa che non abbiamo il diritto di avere, e senza lavorare per averlo. Il giocatore vuole raccogliere senza seminare. La concupiscenza (il "desiderio di ottenere, appropriarsi di ciò che hanno gli altri") è alla base del gioco d'azzardo.


Dio condanna il gioco d'azzardo?

Il fatto che una persona accetti volontariamente la possibilità di perdere i propri soldi, di rovinare la propria vita, di trascinare alla povertà sè stesso e la propria famiglia, non lo giustifica.

La Parola di Dio ci insegna a vivere del nostro lavoro (2 Tess. 3:10-12), non a cercare profitto in altro modo. Piuttosto che accumulare per noi stessi, ci viene insegnato a dare con amore a coloro che sono nel bisogno (Efes. 4:28, 2 Cor. 9:6,7, Atti 20:35, 1 Giov. 3:17,18). Il gioco d'azzardo non è certo un atto motivato dall'amore per il prossimo o dalla compassione.
Sappiamo che Gesù Cristo ci ha comandato di amare il nostro prossimo come noi stessi (Matt. 22:39). Possiamo forse dire che un giocatore d'azzardo ama il suo prossimo come se stesso?
Il gioco d'azzardo è, per sua natura, egoista. Il Signore ci dice invece di pensare agli altri (1 Cor. 13:5; Fil. 2:4).

Riguardo all'amore per i soldi, l'avarizia e la concupiscenza, la Bibbia ci dice:

"Quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione." (1 Tim. 6:9)

"Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori." (1 Tim. 6:10)

"La vostra condotta non sia dominata dall'amore del denaro; siate contenti delle cose che avete." (Ebr. 13:5)

"Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti." (1 Tim. 6:7)

Gesù disse: "Badate e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall'abbondanza dei beni che uno possiede, ch'egli ha la sua vita.
E disse loro questa parabola: La campagna d'un certo uomo ricco fruttò copiosamente; ed egli ragionava così fra se medesimo: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Questo farò: demolirò i miei granai e ne fabbricherò dei più vasti, e vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi, godi.
Ma Dio gli disse: stolto, questa notte stessa l'anima tua ti sarà ridomandata; e quel che hai preparato, di chi sarà?" (Luca 12:15)

Gesù, inoltre, disse che ogni albero lo si può riconoscere dai frutti che porta. Quali sono i frutti del gioco d'azzardo?
Dipendenza da alcool e droghe, uso di menzogne per tentare di nascondere il vizio e le perdite al gioco, crimine, prostituzione (molte donne vi sono costrette per poter pagare i debiti di gioco o per continuare a giocare), suicidio (come mezzo di fuga dall'impulso irrefrenabile al gioco, o per sfuggire ai debiti accumulati o alle tristi situazioni personali che si vengono a creare).

È proprio vero: "li riconoscerete dai loro frutti", e "l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali".


C'è una via d'uscita?

Mio fratello era schiavo del gioco d'azzardo. Stava distruggendo la sua famiglia, oltre che se stesso con il bere e il fumo; arrivò a prendere i soldi messi da parte per il figlio, e a giocarseli. Si rendeva conto che ciò che faceva ci faceva soffrire, e voleva smettere. Si diceva: "Da domani cambierò vita". Ma non ci riusciva, e peggiorava sempre più. Il suo stato di salute peggiorava; vedeva il male che stava facendo alla moglie e ai figli, si rendeva conto della sua incapacità di liberarsi da quelle catene, e così tentò più volte il suicidio, ma senza successo.

"All'epoca", racconta, "non ero cristiano, e non sapevo che il peccato non è un 'vizio', ma è una schiavitù reale alla quale non ci si può sottrarre con le proprie forze.
Ero arrivato al limite, non avevo più i soldi neanche per comprarmi le sigarette; allora presi una pistola e andai su una montagna, dove intendevo uccidermi. Mi puntai la pistola alla testa, ma udii una vera e propria voce che mi diceva: "Non è questo il modo di risolvere il tuo problema". Mi guardai intorno, ma non c'era nessuno. Confuso, mi dissi che non ero neanche capace di togliermi quella vita che non meritavo.
Allora caddi in ginocchio e gridai a Dio: "Se Tu esisti, io so di essere l'uomo più indegno del mondo e di non meritare nulla, ma se Tu esisti salvami!"
In quell'istante, sentii come se mi fossero stati tolti di dosso dei pesi enormi, come se ogni catena fosse stata infranta. Piangendo di gioia, tornai a casa. Ero sempre sorridente, mi guardavo allo specchio e non riuscivo a credere al cambiamento che era avvenuto in me.
Il gioco d'azzardo e l'alcool non riuscivo neanche a pensarli, anzi provavo disgusto per essi. La mia famiglia e i miei conoscenti non mi riconoscevano più e si rallegrarono con me.
Decisi allora di credere in Gesù Cristo e dare a Lui la mia vita. Cominciai a frequentare una chiesa evangelica, e feci il battesimo.

La mia salute intanto era in gravi condizioni. Il dottore insisteva perché mi sottoponessi con urgenza a un intervento chirurgico al cuore; a un certo punto mi confessò: "Tu hai al massimo due mesi di vita". Gli risposi che la mia vita era nelle mani di Dio, e che anche se fossero stati due giorni soltanto li avrei spesi per Lui. Gli offrii una copia del Vangelo, ma lui rifiutò sprezzante. Disse: "Se non fosse per noi medici... altro che il tuo Dio!"
Passarono diversi mesi, e un giorno, mentre camminavo per strada, vidi il dottore venirmi incontro, sullo stesso marciapiede. Ridacchiando, mi disse: "Hai visto che alla fine ti sei convinto a farti operare?"
Gli risposi che non mi ero fatto operare. Incredulo (perché dovevo essere già morto da tempo), mi sollevò la camicia, mi esaminò attentamente e vide che non avevo segni di sutura sul petto. Rimase strabiliato, e mi chiese: "Hai ancora quel Vangelo?" "Non avevi detto che Dio non esiste?", gli dissi. "Mi sbagliavo, ora credo. È un miracolo", fu la sua risposta."


"Togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; imparate a fare il bene... Poi venite, e discutiamo, dice il Signore: Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana." (Isaia 1:17,18)

"Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." (1 Giov. 1:9)

"Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia."
(Atti 16:31)
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